I consigli di Arcadia

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L'Osteria
Come avrete intuito, l'Osteria è un ristorante nel Delta del Po veneto.
Il nostro locale si trova a Santa Giulia di Porto Tolle, nell'estremo delta della provincia di Rovigo pertanto la nostra cucina è fortemente influenzata dalla tradizione di ricette a base di pesce, pescato la mattina e cucinato la sera, e a base di cacciagione locale.
Un tempo, Osteria Arcadia era parte dello storico negozio Delta Alimentari di proprietà della famiglia, un variegato emporio con tanti prodotti utili per la comunità locale di pescatori: dai tabacchi ai prodotti alimentari, fino agli articoli da regalo.
Oggi il locale è un ambiente intimo ed elegante, completamente ristrutturato, disponibile ed ideale anche per rinfreschi e cerimonie private.
Arredata in modo semplice, con gusto e anche un po’ di originalità, la riconoscerete per le sue caratteristiche pareti verde scuro e per i tocchi di design del ‘900, come alcune pubblicità di alimenti degli anni ’50, dal notissimo Olio Sasso alla maionese Orco.

Osteria Arcadia può ospitare al suo interno fino a circa 25 coperti. Le nostre specialià: dalle cozze alla selvaggina.

La nostra storia è strettamente legata agli allevamenti delle cozze del Delta. I primi a produrre le cozze nella Sacca degli Scardovari è stata la famiglia dei Pennini nel 1969. Pian piano questo diventò un lavoro che ad oggi occupa circa 500 persone, con una produzione di circa 40.000 quintali di molluschi per stagione!
La cozza della Sacca è un prodotto unico in Italia, in quanto viene allevata in una zona salmastra, con fondali molto bassi e in quantità limitata.A garanzia della qualità, ci sono anche controlli giornalieri effettuati da parte di un biologo specialista che controlla la giusta salinità dell’acqua e eventuali presenze di batteri.

Non solo il pesce, anche la selvaggina fa parte della nostra cucina.
Si divide in cacciagione di palude (masurin o germanno reale, ciosi o fischioni, folaghe, anatre selvatiche…) e in cacciagione di terra (lepre, fagiano…).
La maggior parte dei piatti è preparata in tocìo, ossia in umido con la polenta bianca abbrustolita, un alimento povero ma davvero tradizionale.
Una curiosità sulla polenta: una volta si diceva "Tanta polenta e poco tòcio" in quanto la polenta riempiva molto e visto i pochi soldi che giravano per comprare cibi più costosi e gustosi, il composto di farina era a tutti gli effetti uno dei piatti quotidiani nelle famiglie polesane.
Le anatre e uccelli vengono cacciati nel rispetto della normativa vigente della caccia. Osteria Arcadia si affida solo ad esperti e autorizzati cacciatori locali che esercitano l'attività in zone del Delta riserve di caccia, come la Sacca degli Scardovari, la sacca del Barbamarco e la sacca del Canarin.

 

Il Delta del Po Veneto e Santa Giulia
Osteria Arcadia si trova in provincia di Rovigo, nell'estremo delta veneto, in una fascia di territorio a pochissimi chilometri dai lidi ferraresi e dalla bellissima Venezia. Il Delta del Po è uno straordinario territorio, che idealmente comincia dalla città di Adria e si protende verso est per accompagnare il grande fiume verso il mare. Un'estensione immensa, con una densità abitativa tra le più basse d’Europa.
Qui vi ritroverete a girare lungo gli argini, tra golene e campagne coltivate, con intorno solo spazio e orizzonti infiniti, a volte di una luce rosa meravigliosa.
E poi vecchie corti rurali e tante architetture dell’acqua, come le idrovore, identità di questo territorio attraverso le opere di bonifica...

Il Delta del Po è una terra viva in continuo movimento. La nascita del Delta del Po moderno è nel 1604, dopo che i veneziani decisero di deviare il corso del fiume Po verso est. Questa terra in continua mutazione la si può vivere profondamente visitando, con piccole e speciali imbarcazioni di pescatori, le diverse insenature (sacche) che si sono formate in modo naturale alle foci del grande fiume oppure gli scanni, isolotti di sabbia che si trovano all’ interno delle sacche.
Nelle cartine turistiche gli scanni non sono segnalati in quanto ogni due o tre anni cambiano posizione, un po' come le dune del deserto.
Per questo motivo si consiglia di entrare in sacca sempre accompagnati da persone e guide che conoscono questi posti molto bene perchè per gli amatori il rischio è di arenarsi.

Altro fenomeno tipico del nostro delta, bellissimo ma altrettanto rischioso, sono gli effetti delle maree: nei punti massimi di bassa marea la visuale è a dir poco lunare, si possono ammirare i vecchi argini del Grande Fium e i piccoli isolotti che affiorano solo in questa circostanza,ricoperti di ostriche selvatiche. Tutti conoscono, infine, canneti ma oltre a queste pareti palustri nel nostro amato Delta ci sono anche la “barene”, piccoli isolotti di canna palustre che si trovano solo nei laghetti all’interno delle valli.

Per chi ama l'avifauna, qui da noi ci sono oltre 300 specie di uccelli che si possono facilmente ammirare sopprattutto nel primo mattino o verso sera, quando cala il vento e tutto si ferma, come d'incanto.
Svassi minori e maggiori, cormorani, gabbiani reali e comuni, fraticelli, avocette, cavaliere d’ italia, aironi, cenerini bianchi e rossi, volpoche, avocette, folaghe, fischini, germani reali, morette, beccacce di mare... fino al rarissimo ibis, uccello non autoctono, arrivato dall’Egitto , molto venerato dal popolo di questa terra…
Queste sono solo alcune delle meraviglie che potrete vivere e ricordare per sempre attraverso un'indimenticabile escursione nel Delta del Po veneto.

Il territorio di Santa Giulia ha origine recente, circa 200 anni, e le prime notizie certe risalgono al 1818 quando i Sullam, famiglia ebrea veneziana, acquistò Cassella. Successivamente, nel 1837 i Sullam e i Ferrara, un'altra famiglia ebrea di Adria, acquistarono l’attigua Tenuta di Ivica. I terreni erano allora in gran parte paludosi, scanni aperti verso il mare o verso il fiume, solo qualche porzione era tenuta a risaia, e le abitazioni erano di canna. I Sullam col tempo arginarono le terre e le dotarono di canali provvisti di chiaviche ed idrovore per scolare le acque e per l’irrigazione. Nel giro di 20 anni il territorio venne trasformato: le case coloniche in muratura non erano più una rarità e le case padronali mostravano ampi granai ed aie selciate. Testimonianze di oggi di tali edifici sono la Tenuta visibile a Cassella dei primi del 900 oppure la più recente di Ivica.

Sempre con il tempo, alla coltura del riso venne aggiunta quella del granturco, i frutteti, gli ortaggi e anche qualche vigneto.

All’inizio del Novecento,il paese era rappresentato da poche case di pescatori e il nome con cui veniva chiamata la località era Polesine dei Sospiri.
Solo nel 1934 il nuovo proprietario, il Signor Locatelli, in onore della sorella Giulia ne cambiò il nome in Santa Giulia. Oggi la frazione è conosciuta soprattutto per il suo belllissimo ponte di barche, uno dei pochi ponti natanti in Italia, finalizzato ad unire le due sponde del Grande Fiume e i due comuni del Delta, Porto Tolle e Taglio di Po. Un tempo si passava da una parte all'altra degli argini solo grazie alle barche dei pescatori, poi con un traghetto detto "passo" o "monsa" perchè sfruttava la forza della correntiva per spostarsi da una sponda all'altra. Negli anni settanta è stato infine costruito il primo ponte con barche in cemento risalenti agli anni '20. Non molti anni dopo, a causa delle grosse fiumane, la forte correntiva e i tanti detriti che si accumularono tra una barca e un'altra, il ponte si staccò dai piloni di sostegno finendo in mare. Per circa due anni a Santa Giulia tornò attivo il "passo" ovvero il traghetto.   

Agli inizi degli anni '80, infine, iniziarono a costruire dei ponti fissi nelle zone di Brescello e Polesella, con le barche non più usate ma nuove, con una nuova tecnica di punteggio e di argani.
Con la stssa tecnica venne ricostuito anche il nostro ponte di barche che si può aprire in due parti, lasciando correre senza impedimenti le grosse fiumane che ancora oggi in certi periodi arrivano improvvise e potenti, portando alla foce oltre che tantissima acqua, una quantità enorme di fango, detriti, legname, grossi tronchi e arbusti.
Il ponte è molto apprezzato da tutti i visitatori: fotografi, amanti dei bei paesaggi, innamorati, turisti... per tanti bambini poi è una vera novità!
Per noi di Santa Giulia, il ponte di barche è un prezioso tesoro di tipicità e passato, da conservare con grandissima cura nonostante la sua delicatezza. Un po' come fosse il nostro bambino...

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